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D. Lgs. n. 231/2001: introduzione

2 Luglio 2022

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D. Lgs. n. 231/2001: i motivi per cui è necessario adeguarsi.

D. Lgs. n. 231/2001: il modello di prevenzione dei reati come requisito essenziale del sistema dei controlli societari.

La complessità degli assetti aziendali comporta di fatto l’esposizione a un rischio con cui convivere; quindi, consapevoli che un rischio ZERO non esiste, è necessario modificare l’approccio aziendale accettando l’idea di governare e prevenire il rischio, piuttosto che limitarsi a intervenire per ridurli quando gli stessi si manifestano; per questo il D. Lgs. n. 231/2001 è interamente focalizzato sul “concreto funzionamento” dell’impresa, passando da una visione di gestione del rischio di natura prevalentemente re-attiva, dopo il manifestarsi del rischio, ad una concezione di natura anticipatoria o pro-attiva, diretta ad identificare gli stessi prima del loro avverarsi

D. Lgs. n. 231/2001: a quali enti si applica?

Sono inclusi tutti gli enti economici privati, tra cui:

  1. associazioni riconosciute;
  2. fondazioni;
  3. società di capitali, anche unipersonali.

Sono esclusi tutti gli enti pubblici non economici.

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. Lgs. n. 231/2001: il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo del rischio (MOG) è obbligatorio?

In astratto il Legislatore non costringe le aziende ad adottare il MOG di cui al D. Lgs. n. 231/2001, ma per maggiore completezza è necessario non confondere piani e le questioni, tenendo presente che:

  1. esiste una differenza di posizione tra i doveri dell’ente da un lato e quello degli organi sociali in relazione al corretto espletamento della loro  funzione dall’altro;
  2. quindi, se per l’azienda non c’è obbligo di adozione del MOG, né di dotarsi di un ORGANISMO di VIGILANZA (OdV), gli amministratori non possono essere esentati dal conoscere quali siano i rischi a cui è esposta l’azienda da loro amministrata;
  3. questo significa che tanto il MOG che l’OdV sono un punto di approdo a valle di una verifica generale dei rischi a cui è esposta l’azienda, non un punto di partenza; se a seguito della attività di mappatura del rischio emerge una esposizione dell’azienda, il MOG sarà ineludibile;
  4. alla fine, tenuto conto del meccanismo sanzionatorio connesso alla mancata adozione del MOG, si può dedurre che, nonostante la mancanza di espressa previsione in termini di obbligatorietà, esso sia doveroso;
  5. ne consegue che il vero quesito non è se il MOG sia o meno obbligatorio, ma quando tale obbligo possa dirsi correttamente adempiuto.

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