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La maggior parte delle piccole e medie aziende oggi sta correndo un rischio mortale che potrebbe portarle a conseguenze gravissime, fino alla chiusura ed al fallimento.

Ma gli imprenditori poco o per niente informati camminano sul filo del rasoio senza rendersene conto mettendo a rischio la propria sopravvivenza, quella della propria famiglia e le famiglie di tutti i dipendenti dell’azienda.

Tutto questo per un’assoluta mancanza di informazione molte volte incolpevole.

Questo rischio mortale per l’azienda, però, può essere facilmente contenuto. Grazie all’ausilio ed alla consulenza di studi legali specializzati in diritto penale potrai conseguire i seguenti benefici:

  • correggere dei comportamenti in azienda che possono essere comunque dannosi;
  • ridurre notevolmente il rischio di essere processati e magari costretti a chiudere l’azienda;
  • ridurre al minimo le conseguenze di un’eventuale condanna,

il tutto semplicemente, facendoti assistere da un professionista specializzato che si occuperà di tutto, lasciandoti libero di continuare ad occuparti della tua azienda.

Continua a leggere per capire i rischi che stai correndo.

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Perché il decreto legislativo 231 del 2001 può rappresentare una minaccia o un rischio per gli imprenditori?

Il decreto legislativo n. 231 del 2001 è una norma che ha introdotto in Italia la cosiddetta responsabilità amministrativa degli enti. Che cos’è questa responsabilità amministrativa? Molto più semplice chiarire il concetto con un esempio. L’impresa di costruzioni Alfa s.r.l. sta ristrutturando una palazzina. Per abbattere i costi assume manovali extracomunitari non in regola e non li dota dei dispositivi antiinfortunistici. Un giorno, nel mentre sta preparando il cemento, un operaio viene colpito da dei calcinacci che cadono dal 5° piano. Non avendo sulla testa il caschetto protettivo viene ferito e muore sul colpo proprio a causa della mancanza della protezione che gli avrebbe salvato la vita. L’amministratore dell’azienda di costruzioni finisce sotto processo ma anche l’impresa edile Alfa s.r.l. finisce a processo in base al decreto legislativo n. 231 del 2001 perché non ha rispettato le norme antinfortunistiche, causando così la morte dell’operaio. Questa è la responsabilità amministrativa dell’ente, ovvero dell’azienda, una responsabilità che si aggiunge a quella di chi ha commesso il reato (nel nostro esempio l’amministratore) e va a colpire proprio l’azienda in maniera separata rispetto al colpevole che finirà in galera. Quindi un reato (omicidio) due colpevoli, l’imprenditore e l’azienda.

È evidente, quindi, che questa norma non può essere sottovalutata o ignorata dal momento che può andare a colpire pesantemente un’azienda come potrai leggere nei paragrafi successivi, dove ti spiegheremo in quali casi si applica, quali sono le conseguenze derivanti dalla commissione di un reato e ti forniremo tutte le informazioni necessarie per capire che devi preoccuparti di questa minaccia se hai a cuore la tua azienda, la tua famiglia e la sorte dei tuoi dipendenti. Ancora di più se sei il socio di capitali di quell’azienda e non la controlli direttamente.

Chi deve porsi il problema del decreto legislativo n. 231 del 2001?

Se hai un’azienda (qualsiasi sia la forma società semplice, s.n.c., s.a.s., s.r.l., s.p.a., s.a.p.a.) o un’associazione dovresti preoccuparti di adeguarti a questa norma cercando di fare in modo di contenere al massimo i rischi che corri con la tua attività quotidiana. Solo se sei un imprenditore individuale puoi trascurarla, ferma restando però la tua responsabilità penale personale che rimane sempre e comunque. In buona sostanza, quindi, tutte le piccole e medie imprese (oltre alle grandi per lo più già “attrezzate” contro il problema) SONO FORTEMENTE A RISCHIO SE NON SI ADEGUANO.

Chi può commettere i reati all’interno dell’impresa?

Chiunque all’interno dell’impresa può commettere un reato nell’interesse dell’impresa. Bada bene a questo dettaglio: il reato deve servire all’impresa, deve produrre un beneficio all’impresa. Nell’esempio di prima se due operai della Alfa s.r.l. durante la pausa pranzo discutono, si prendono a pugni ed uno dei due muore per le lesioni riportate, ovviamente l’impresa non è responsabile ma solo l’operaio che uccide il collega. Invece, facendo un altro esempio, se l’informatore scientifico (quei professionisti che propongono ai medici nuovi farmaci e che troviamo regolarmente negli ambulatori medici quando andiamo dal nostro medico di famiglia) corrompe il dottore con una bustarella di 10.000 € per fargli prescrivere sempre il farmaco prodotto dall’azienda per la quale lavora, in tal caso anche l’azienda – che venderà grazie al medico più farmaci – è colpevole della corruzione e quindi andrà sotto processo secondo il decreto legislativo n. 231 del 2001.

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Quali sono i reati più comuni che possono essere commessi all’interno delle aziende?

Una cosa di cui devi preoccuparti è la quantità (in continua crescita) di reati previsti dal decreto legislativo, reati che possono coinvolgere la tua azienda. Quelli sicuramente più frequenti sono la corruzione, la violazione delle norme antinfortunistiche ed i reati ambientali oltre alle violazioni in materia di trattamento dei dati personali e a reati tributari. Non esiste azienda che non possa essere incriminata per qualcuno dei reati previsti dal decreto legislativo n. 231 del 2001. Quindi sicuramente anche la tua azienda può incorrere in qualcuno di questi reati.

Che cosa rischia un’azienda condannata in base al decreto legislativo n. 231 del 2001?

Le sanzioni in caso di condanna SONO PESANTISSIME! Giusto per citarne alcune:

  • una multa fino a 1.549.370 €;
  • divieto di svolgere alcune attività specifiche;
  • divieto di vendere prodotti/servizi alla pubblica amministrazione;
  • chiusura temporanea o definitiva dell’azienda!
  • commissariamento dell’azienda (in alcuni casi il Giudice può ordinare che l’azienda continui a produrre ma senza la gestione dei vecchi amministratori: questo accade di fronte a grandi aziende, ad esempio l’Alfa Romeo non la si fa chiudere mandando a casa tutti gli operai ma la si sottopone alla gestione di un commissario giudiziale nominato dal Giudice, per salvaguardare le famiglie dei dipendenti).

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Come si può evitare tutto questo?

Come avrai capito, questa norma ha messo sopra la testa degli imprenditori la famosa “spada di Damocle”. Il decreto n. 231 del 2001 può tagliare le gambe a te imprenditore ed alla tua famiglia oltre che a quella dei tuoi dipendenti se non ti preoccupi di minimizzare i rischi.

In tanta angoscia però c’è uno spiraglio, una strada molto semplice da percorrere. Studi legali specializzati in ambito penale possono fornire la soluzione, che può sintetizzarsi con la redazione di quello che si chiama un modello organizzativo di gestione e di controllo: tradotto in altre parole grazie a questi professionisti ed alla loro elevata esperienza è possibile preparare un documento con il quale praticamente l’azienda si impegna ad osservare delle regole interne e dei comportamenti che vogliono eliminare o minimizzare il rischio che chi vi lavora all’interno possa commettere uno dei reati previsti dal decreto 231. In sostanza è una dichiarazione d’intenti, un impegno su cui vigilano alcuni professionisti per assicurarsi che le dichiarazioni non rimangano tali ma diventino realtà quotidiana.

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Bene essendo giunto fino alla fine di questo articolo avrai capito l’importanza dell’argomento; come si suol dire, hai fatto trenta e a questo punto devi fare trentuno, approfondendo l’argomento rispetto al tuo caso specifico. Del resto, hai sudato lacrime e sangue per costruire la tua azienda non credo proprio che vorrai corre il rischio di perdere tutto! Compila senza impegno il form di contatto cercheremo di risponderti quanto prima stante l’elevatissimo numero di richieste che stiamo ricevendo ed il limitato numero di clienti che possiamo assistere. Agisci subito: ogni minuto che passa potrebbe essere l’ultimo per la tua azienda!